Acqua lungo la Via
Dove si trova l'acqua
Lungo la Via l'acqua si trova soprattutto nelle fontane pubbliche dei paesi, spesso in piazza o accanto alla chiesa. Si trova anche nei fontanili di campagna, ancora attivi in molte zone rurali del Piemonte e della Val Padana. Anche i cimiteri, quasi sempre dotati di un rubinetto per innaffiare le tombe, sono un punto d'appoggio affidabile. Restano quasi sempre aperti durante il giorno. Bar e alimentari nei centri di tappa restano la soluzione più semplice per riempire le borracce. Utile anche per una pausa.
Per pianificare in anticipo aiuta la mappa collaborativa di OpenStreetMap, che segnala i punti taggati come acqua potabile. Utili anche app come Fontanelle Italia, che raccolgono questi dati in una mappa consultabile anche offline. Non tutte le fontane ornamentali sono potabili: quelle segnalate come tali su queste mappe lo sono per definizione.
Quanto portarne
Due borracce da circa 750 millilitri ciascuna, per un totale di un litro e mezzo, bastano nella maggior parte delle tappe con servizi regolari. Nei tratti segnalati come privi di fontane per più di 15-20 chilometri conviene partire con le borracce piene. Vale la pena valutare una terza riserva, soprattutto nei mesi più caldi. In estate il fabbisogno sale nelle ore centrali. Specie sulle strade bianche esposte della Val d'Orcia e delle crete senesi.
Stagionalità
Molte fontane di montagna vengono chiuse o si seccano in autunno inoltrato e d'inverno, per il rischio di gelo nelle tubature. Capita nei tratti alti dell'Appennino tosco-emiliano e dei Sibillini. In piena estate, al contrario, sono i bar e gli esercizi stagionali delle valli più isolate a chiudere prima del previsto. Meglio informarsi il giorno prima in foresteria sugli orari reali.
I tratti noti senza acqua
Alcune tappe hanno tratti documentati privi di fontane o ristori per più chilometri consecutivi. Su Vercelli-Staffarda la pianura vercellese è aperta ed esposta per lunghi tratti, senza ombra. Sul Tortona-San Colombano il Passo del Penice ha circa 25 chilometri senza ristori affidabili. In San Colombano-Chiavari l'alta Val Trebbia resta solitaria per una trentina di chilometri. Sulla tratta Arezzo-Sant'Antimo le strade bianche delle crete senesi corrono per circa 20 chilometri senza servizi. Infine Norcia-Subiaco, la tappa più severa dell'intera Via, alterna vuoti di 20-25 chilometri fra un paese e l'altro.
Ogni borraccia riempita lungo la strada racconta un paese, una fontana, una mano che l'ha aperta prima di te.
Progetto divulgativo e amatoriale, senza scopo di lucro. I tracciati sono indicativi: ognuno pedala in autonomia, sotto la propria responsabilità.
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